Stop false cooperative, 4mila marchigiani aderiscono alla campagna

Stop False Cooperative

Sono più di 4 mila i marchigiani che hanno scelto di aderire alla campagna Stop false cooperative, promossa dall’Alleanza delle Cooperative Italiane per mettere fuori gioco le false cooperative. Con la proposta di legge, Agci, Confcooperative e Legacoop e i cittadini che hanno firmato chiedono al Parlamento di approvare una legge per contrastare il fenomeno delle false cooperative, che utilizzano strumentalmente la forma giuridica della cooperazione per perseguire finalità estranee a quelle mutualistiche. Le firme delle Marche e quelle raccolte in tutte le altre regioni negli ultimi sei mesi sono state consegnate giovedì 29 ottobre alla Camera dei Deputati.

L’adesione è arrivata, oltre che da tantissimi cittadini che hanno dichiarato così il proprio sostegno alla battaglia di legalità voluta dalle Centrali cooperative. Fra questi, ci sono la firma degli onorevoli Luciano Agostini e Irene Manzi, del presidente della Regione Marche, Luca Ceriscioli, del vicepresidente e assessore all’Agricoltura della Regione Marche, Anna Casini, del sindaco di Pesaro Matteo Ricci, del sindaco di Macerata, Romano Carancini, del sindaco di Senigallia, Maurizio Mangialardi, e della referente regionale di Libera, Paola Senesi. Le firme sono state raccolte anche in 43 Comuni delle Marche.

“E’ stato un lavoro di forte sensibilizzazione, a sostegno della buona cooperazione, e oggi possiamo dire di grande soddisfazione – commentano il risultato raggiunto Stefano Burattini, presidente Agci Marche, Massimo Stronati, presidente Confcooperative Marche, e Franco Alleruzzo, presidente Legacoop Marche -, le persone che abbiamo incontrato, chi ha sottoscritto la campagna Stop false cooperative nella nostra regione ha capito e condiviso le motivazioni che ci hanno spinto a mobilitarci per far capire cosa c’è dietro il nostro mondo e come vogliamo valorizzare e difendere tutto ciò che i lavoratori e i soci delle nostre cooperative costruiscono ogni giorno”.

Le false cooperative, infatti, sono imprese che, utilizzando in modo improprio la forma cooperativa, inquinano il mercato offrendosi a prezzi più bassi di quelle che agiscono correttamente rispettando i diritti di chi lavora: pagano meno i lavoratori, non adottano le misure di sicurezza nei posti di lavoro, spesso eludono il fisco chiudendo e riaprendo le attività sotto un nuovo nome. Con questa strategia e con la partecipazione a gare con l’utilizzo dell’offerta a massimo ribasso, causano così una concorrenza sleale nei confronti delle coop che invece applicano regolarmente i contratti di lavoro.

La proposta di legge sottoscritta da più di 4 mila marchigiani prevede la cancellazione dall’Albo delle Cooperative e la conseguente perdita della qualifica di cooperativa per le imprese che non siano state sottoposte alle revisioni/ispezioni; la definizione di un programma di revisioni, in via prioritaria, per quelle cooperative che non siano state sottoposte da lungo tempo alle revisioni o alle ispezioni, così come per le cooperative appartenenti ai settori più a rischio; la tempestiva comunicazione dello scioglimento delle cooperative all’Agenzia delle Entrate per contrastare il fenomeno di cooperative che nascono e cessano l’attività nel giro di pochi mesi accumulando debiti nei confronti dell’Erario; la creazione di una cabina di regia al ministero dello Sviluppo economico che coordini i soggetti chiamati a vigilare sulle cooperative evitando sovrapposizioni e duplicazioni di adempimenti.