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(02.12.2011)
Un lavoro
silenzioso e discreto, poco riconosciuto ma che ha tenuto in
piedi il sistema regionale del welfare.
E' quello che
hanno compiuto le cooperative sociali delle Marche, oggi
221, istituite con la legge 381 del 1991 ma già operative
dagli anni '70 e '80, nate dalla volontà di alcuni
cittadini, per lo più giovani, ispirati da forti ideali
civici, che si sono messi all'ascolto dei bisogni della
società, hanno provato a leggerli e a rispondere con i
fatti.
Oggi, quel
percorso più che ventennale, celebrato ad Ancona, a Palazzo
Li Madou, nel convegno “La sfida per un nuovo welfare
universale”, organizzato da Agci, Confcooperative, Legacoop
e Unci Marche, ha portato le coop sociali a seguire 75.000
utenti cui garantiscono servizi, fra gli altri,
all'infanzia, alle persone anziane, a quelle disabili,
occupano 9.194 persone, con 11.753 soci.
Un lavoro che
ha permesso, nelle coop sociali di tipo B, l'inserimento
lavorativo di 2.000 persone, soggetti svantaggiati che hanno
trovato un loro ruolo attivo nella società, e che ha portato
anche a contribuire all'economia regionale con un fatturato
di 231,72 milioni di euro. "Pochi sanno - hanno affermato le
quattro Centrali cooperative durante l'incontro - che se i
cooperatori sociali non lavorassero due giorni consecutivi
in questa regione, ci sarebbero grossi problemi conseguenti
al blocco dell'eorgazione dei servizi fondamentali per il
benessere dei cittadini".
A fine 2013, è
stato spiegato, i servizi diurni e residenziali,
l'assistenza domiciliare a persone anziane e disabili
saranno gestiti per circa l'80% da cooperative sociali, dove
il 70% dei lavoratori sono donne. Il 40% dei servizi rivolti
alla prima infanzia, la quasi totalità di residenze rivolte
a ! tossicod ipendenti, a minori con problemi sociali sono
gestiti da coop sociali. Per il futuro, queste imprese,
dovranno però pensare a nuove attività, dovranno investire e
capitalizzare di più per mettersi in gioco anche nel mercato
del privato, lavorare sulla progettazione, insieme agli
Ambiti territoriali e agli altri soggetti interessati,
legata ai territori per soddisfare singoli bisogni
specifici, operare anche nel microwelfare di prossimità,
creare percorsi di sperimentazione innovativi nel welfare.
Dovranno trovare nuove forme di servizi sganciandosi dalla
necessità di lavorare solo con gli Enti locali, con le gare
d'appalto che devono fare i conti con una continua
diminuzione di risorse pubbliche e con un sempre maggiore
ritardo dei pagamenti, che mette, spesso, in grossa
difficoltà la sopravvivenza delle cooperative stesse.
Nel ruolo
della cooperazione sociale, ha affermato l'assessore
regionale ai Servizi sociali, Luca Marconi, "è fondamentale
il continuare ad avere la massima attenzione alla centralità
della persona". Marconi ha confermato per il 2012 le cifre
già messe quest'anno nel bilancio regionale, malgrado i
tagli nazionali, con un investimento di 120 milioni di euro,
di cui 60 milioni dovrebbero essere suddivisi in 44 milioni
per le residenze sanitarie assistite, 12 milioni per la
disabilità, 2,5 milioni per la dipendenza.

Alla stessa
Regione, le coop sociali hanno riconosciuto l'impegno
assunto per non effettuare tagli al bilancio ma hanno anche
chiesto "che il welfare torni ad avere una maggiore
centralità nelle politiche" e hanno annunciato una
manifestazione in piazza che si svolgerà in febbraio.
Il sociologo
Ugo Ascoli, docente dell’Università Politecnica delle Marche
di Ancona, ha disegnato il futuro del welfare locale, che
dovrebbe prevedere "nuove alleanza fra terzo settore, Enti
locali, sindacato, imprese, cooperative, associazioni di
categoria per costruire progetti di reciproco interesse,
attirare nuove risorse private, in aggiunta a quelle
pubbliche, per attivare il "circuito virtuoso"
servizi-occupazione-sviluppo locale-coesione sociale, come
già accade in altri Paesi europei".
La giornata in
cui si sono festeggiati i vent'anni delle coop sociali ha
visto anche lo svolgimento di due tavole rotonde, coordinate
da Stefano Trasatti, direttore di “Redattore sociale”.
La prima su “Le risorse e
i nuovi scenari istituzionali” con Piero Ciccarelli,
direttore Asur Marche, Giovanni Santarelli, dirigente
Programmazione sociale Regione Marche, Paolo Ranzuglia,
Banca Popolare Etica e l’assessore regionale al Bilancio Pietro Marcolini;
la seconda su “Le partnership per
un welfare di comunità” cui hanno partecipato Roberto
Ghiselli, segreteria regionale Cgil Marche, Graziano
Fioretti, segretario regionale Uil Marche, Enrico
Marcolini, portavoce Forum Terzo Settore, Mauro
Tarantino Presidente Compagnia delle Opere Marche Sud,
Angela Genova dell'Università degli Studi di Urbino e
l’assessore regionale alla Cooperazione Marco
Luchetti.
La
celebrazione del ventennale si è conclusa con la premiazione
di 30 coop sociali che hanno compiuto questo anniversario.
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